Incontrare Amma
Riflessioni non richieste su ispirazione e responsabilità personale nella trasformazione interiore
Negli ultimi decenni gli incontri con Amma, Mātā Amritānandamayī Devi, hanno richiamato milioni di persone. Il gesto iconico del suo abbraccio semplice, diretto, universale, è stato interpretato da molti come un’esperienza di amore incondizionato, da altri come un rito collettivo, da altri ancora come un’occasione di ricerca spirituale.
Di fronte a queste dinamiche, un ricercatore di consapevolezza non può che interrogarsi: che senso ha, per me, un incontro del genere? E quale ruolo ha la mia responsabilità personale nel cammino di trasformazione?
Io non ci sono mai andata, conosco molte persone che negli anni hanno ruotato intorno all’organizzazione di questi eventi nel mondo.
L’attrazione che persone di culture diverse provano nei confronti di Amma deriva in parte dalla sua capacità di incarnare una presenza estremamente semplice e al tempo stesso intensa. Molti descrivono una sensazione di pace, di apertura del cuore, di sospensione del giudizio.
Ma ciò che mi preme sempre sottolineare è che nessun maestro, per quanto luminoso, può fare niente per noi: la sua presenza può aiutarci a ricordare e a fidarci. ma la responsabilità di trasformare queste intuizioni in pratica quotidiana rimane interamente individuale.
Domandarsi perché si desideri (o non si desideri) incontrare Amma è un atto di onestà spirituale. Un incontro può nascere da curiosità, bisogno di conforto, desiderio di connessione - non da sottovalutare che servizio, cibo e organizzazione sono una macchina perfettamente funzionante.
Il punto forse non è cosa offre Amma, ma quanto ci si accorge davvero di ciò che accade internamente in questo incontro. Perchè no, non c’è trasformazione nell’abbraccio ma nel modo in cui ciò che quell’abbraccio suscita viene integrato e vissuto nella vita.
Ci tocca guardare l’elefante nella stanza, che è la tentazione della delega spirituale, cioè credere che l’energia di un maestro possa fare qualcosa per noi, cambiare qualcosa, farci raggiungere quella cosa che ci farà felici o non ci farà più soffrire, o ci farà restare stabili in entrambi i casi. Tutti cercano pace, guarigione o risposte da qualcuno che appare più realizzato, ignorando che l’alfabeto stesso di un percorso di consapevolezza ci insegna l’opposto: il vero maestro è ciò che accade dentro di noi quando smettiamo di delegare.
Amma ricorda continuamente che la trasformazione dipende dalle proprie scelte, dal proprio impegno, dalla sincerità della propria pratica
In un incontro con Amma, tutto sembra semplice: il calore dell’abbraccio, il canto collettivo, il clima di accoglienza, ma la vita reale comincia dopo, quando si torna alla quotidianità e si misura la responsabilità individuale, perché la crescita spirituale è un atto radicale di responsabilità e autonomia, non di dipendenza
Le esperienze non sono profonde se non si traducono in una presa di coscienza eminentemente pratica come reagisco nelle situazioni difficili, come trasformo la paura, come rispondo alla sofferenza, quanto sono consapevole in parole e gesti ordinari
Chi incontra Amma con sincerità spesso riconosce che l’“amore” percepito non è tanto un’emozione quanto uno stato di coscienza vasto e stabile, ma non basta abbeverarsi di quello che scorre in questi incontri, serve che questo stato diventi parte della vita, solo che bisogna essere disposti ad avere una disciplina interiore e una pratica onesta e continua e a non aspettarsi niente.
Ogni incontro può essere una scintilla, ma la maturazione della luce è il frutto del proprio impegno. Lo vedo nelle Iniziazioni al Kriya da 20 anni,, fra quelle che ho organizzato e quelle che ho condotto negli ultimi anni.
Alla fine, il punto non è se incontrare Amma sia necessario o meno, non tutti sentono questa chiamata e questo è perfettamente naturale perchè ogni percorso è unico, oltre il clamore.
La domanda più importante da farsi è sempre: mi rende più vero, più presente, più responsabile nel mio gioco della vita? Se incontrare Amma favorisce questo , allora ha senso. Se no, se come me non hai sentito questo desiderio abbastanza da agirlo senza pensarci, allora la tua via è altrove e purché tu la segua, questo è il più sacro degli incontri.
Amma è per molti una fonte di ispirazione e un simbolo vivente di compassione, com e molti prima e molti a venire, ma l’unica cosa che resta è la qualità della presenza che portiamo nella vita, adesso, mentre invece di assolvere a quelli che credo essere i miei doveri, scrivo qui.
E poi lo faccio anche per fissare una delle conversazioni evolutive che ogni tanto ho la fortuna di intrattenere, con pochi compagni di merende
Il cammino di consapevolezza non è fatto di eventi straordinari, ma di trasformazioni silenziose, non tanto di maestri da seguire ma di verità da incarnare con responsabilità nel processo in cui la consapevolezza diventa viva, concreta e libera.
Se vuoi parlare con me, sapere come funziona il Kriya e scoprire se è un metodo che per te può funzionare, inizia da qui -puoi scrivermi all’interno di ogni corso di studio oppure prenotare una sessione individuale - anche per chiedere informazioni.
Che ogni passo, ogni parola, ogni scelta, ti porti sempre più vicino a Te.
Con Amore,
Chandradevi


