Essere responsabili
Una scelta intima e radicale
Nella realtà caotica e distratta, coltivare una disciplina interiore sembra a dir poco superfluo, da rimandare o se va bene confinare a un momento che consideriamo “spirituale”, magari la lezione di qualunque cosa vi venga in mente.
Siamo sicuri? E se fosse un atto intimo, un ripristino del nostro sistema, un gesto interiore radicale e sempre più necessario? Perché coltivare una disciplina spirituale è anche un atto di responsabilità personale, non in senso moralistico, ma come capacità di rispondere consapevolmente alla vita momento per momento.
Ogni giorno ci viene data la possibilità di rispondere invece di reagire agli eventi e ai nostri stati interiori. Avere una disciplina significa coltivare gli strumenti per poterlo fare e smettere di delegare al caso, al destino, o agli altri, il nostro equilibrio e la nostra evoluzione.
La responsabilità spirituale è sapere siamo parte attiva nel gioco della vita, non perché siamo colpevoli di ciò che ci accade, ma perché siamo pienamente responsabili di come lo attraversiamo.
Ma per accorgercene davvero abbiamo bisogno di una mappa: la memoria dell’Essere, di chi siamo davvero, al di là delle identificazioni, non è sempre accessibile, specie se siamo immersi nelle tempeste quotidiane.
Il metodo è quello che ci ancora, che ci riporta al centro quando ci siamo allontanati, come un filo che teniamo in mano dentro il labirinto. Che sia yoga, meditazione, preghiera, journaling, arte, non è importante quale forma prenda il metodo, ma che ci sia, vivo e reale, cioè intessuto nella materia della vita.
Ogni percorso sincero attraversa resistenze, ci saranno giorni in cui non avremo voglia, settimane in cui sembrerà tutto inutile, tanti momenti in cui ci chiederemo: “A cosa serve?” La mente condizionata cerca risultati misurabili, gratificazioni rapide, prove che stiamo in qualche modo migliorando. Solo che la pratica non serve a diventare migliori come pensiamo, anzi spesso significa deludere le aspettative che noi stessi avevamo su cosa avrebbe dovuto accadere. Invece di sentirci sempre più in alto, ci ritroviamo più spesso a scendere, a guardare in faccia le nostre ombre, a riconoscere ferite antiche, a tagliare legami che sembravano irrinunciabili.
Invece di sentirci sempre più in alto, ci ritroviamo più spesso a scendere, a guardare in faccia le nostre ombre, a riconoscere ferite antiche, a tagliare legami che sembravano irrinunciabili.
Bisogna avere il coraggio di restare anche quando il cammino non somiglia più all’idea che ce n’eravamo fatti.
La responsabilità spirituale è molto reale: tutto ciò che pensiamo, sentiamo, scegliamo, agisce sul mondo come una vibrazione precisa. Ricordare chi siamo è una scelta volontaria e quotidiana che facciamo ogni volta che ci sediamo in silenzio, che respiriamo con consapevolezza, ogni volta che proviamo a rispondere con amore invece di reagire.
Spiritualizzare la materia è il vero campo di prova, non si pratica per astrarsi dalla realtà, ma per stare nel mondo in modo diverso. Il corpo, il denaro, il tempo, il lavoro, le relazioni sono il vero campo d’azione della coscienza. La vera alchimia interna avviene quando integriamo la consapevolezza nelle azioni più ordinarie.
La disciplina serve a non dimenticare, proprio dove è più facile perdersi, è uno spazio protetto dove possiamo evolvere senza perderci, una forma dinamica che tiene viva l’intenzione. È un richiamo per tutti noi che sentiamo che c’è qualcosa da ricordare e che per farlo occorre rimanere svegli.
Soprattutto è una via che ci rende autonomi, non dipendiamo più dall’esterno per sentirci centrati. Anche nel dubbio e nella confusione, anche quando sembra che non cambi niente, perché a guardar bene magari è proprio lì che inizia a cambiare tutto.
Si. Sto pensando anche a te, studente coraggioso che esprime tutti i suoi dubbi e li mette a disposizione del laboratorio condiviso del satsang - i nostri incontri online per cercatori seriali di senso interiore. Tu sai chi sei ♡📿
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Ho compreso che la mia quotidianità è la mia pratica, la mia pratica è la mia quotidianità. Lì avviene la magia. Riconoscere chi si sono senza rinnegare chi sono stata, sia per azioni che per pensieri.
Thank you